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 Tenovaginite

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Tenovaginiti

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La tenovaginite è una infiammazione della guaina del tendine

Le tenovaginiti sono determinate da microtraumi alla guaina di scorrimento dei tendini. In particolare la tenovaginite consiste in una infiammazione della guaina ed è caratterizzata da dolore anche molto forte durante il movimento in corrispondenza del punto di intersezione del tendine.
Coinvolge uno o più dei 267 tendini presenti nel corpo umano. Tale infiammazione è comunemente causata dalla ripetizione cronica di microsollecitazioni che a lungo andare alterano la normale struttura delle fibrille. Infatti quando un tendine è sollecitato oltre il limite di sopportazione fisiologica (il tipico esempio è dato da un sollevatore di pesi che nell'esasperazione del gesto atletico crea un sovracarico al tendine), le fibrille che lo compongono subiscono delle lesioni. Tali lesioni (microtraumi) vengono riparate spontaneamente ma le nuove cellule formeranno un tessuto più vascolarizzato, disorganizzato e per questo meno resistente dell'originale, ecco perchè è probabile una recidiva a carico dello stesso tendine, ed è questo il motivo per cui in caso di recidiva, i tempi di riposo tendono ad allungarsi di volta in volta.
Alla palpazione, si nota (nella maggior parte dei casi) anche una congestione della zona.
La maggioranza delle tenovaginiti (comunemente chiamate tendiniti) è causata da un'attività fisica a cui non si è abituati. Per un atleta potrebbe trattarsi di un cambio del programma di allenamento; per un sedentario di una nuova attività lavorativa o di uno sforzo fisico troppo impegnativo.

Un fattore molto importante da considerare è dovuto al fatto che la tendinite gode di una strana leggenda metropolitana, e cioè che una volta contratta, bisogna necessariamente mettere a riposo il tendine per tutto il tempo necessario finchè il dolore e la tendinite stessa passano!
Sbagliato, non esiste niente di più sbagliato, (ovviamente varia a seconda della gravità del l'infiammazione). Al termine del periodo di immobilizzazione (periodo che va valutato da una persona esperta), gli esercizi di riabilitazione devono iniziare quanto prima possibile e comunque entro due settimane dal trauma (ovviamente non in caso di rottura del tendine). I tendini infatti rispondono positivamente alle immediate sollecitazioni esterne rinforzando le fibre appena rigenerate. Una mobilizzazione precoce è dunque un presupposto fondamentale per favorire il riacquisto della resistenza e della elasticità perduta, allontanando al tempo stesso il rischio di recidive.

A questo punto parliamo di terapia generica (solo il medico può suggerire a seconda dei casi la terapia più adatta, e solo un trainer esperto è in grado di eseguirla). Nella fase iniziale si possono eseguire esercizi isometrici (contrazione del muscolo senza movimento). Successivamente si prosegue con l'introduzione di esercizi eccentrici associati a stretching.
Altra leggenda metropolitana: la tendinite si guarisce con gli antinfiammatori!
E' vero, il medico generalmente dietro insistenza dell'atleta (che in questi casi poco si interessa al tendine, è infatti più orientato a riprendere gli allenamenti), prescrive degli antinfiammatori, che altro non sono che farmaci che fanno passare il dolore senza curarne la causa, a questo punto anche un novellino capirebbe la potenziale pericolosità di una assunzione di antinfiammatori senza una adeguta terapia per la riabilitazione del tendine, e cioè che se ci si allena prendendo degli antinfiammatori, si peggiora la situazione, perchè il tendine "non è guarito", ha solo smesso di provocare dolore.

La prevenzione si basa fondamentalmente su alcuni aspetti molto ovvi, ma altrattento molto trascurati, e cioè:
tanto più un muscolo è ipertrofico, tanto maggiore sarà il rischio di lesione, per questo motivo è bene iniziare e terminare ogni attività sportiva con qualche esercizio di stretching,
eseguire sempre un riscaldamento iniziale molto accurato,
equipaggiamento idoneo, per i corridori una particolare attenzione alle calzature,
evitare di strafare, dopo un lungo periodo di inattività riprendere gradualmente la pratica sportiva
rispettare la corretta tecnica di esecuzione degli esercizi.

Come sempre il mio consiglio è: fatevi seguire da un personal trainer esperto, lui è la sola ed unica persona che può guidarvi da dove siete a dove volete arrivare nel miglior modo possibile e senza traumi.

 

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